43 RISVEGLI DALL'OMBRA

 

Il progetto “43 risvegli dall’ombra” si svolge all'interno della Casa Circondariale "Cantiello e Gaeta", e si propone di ricostruire l’identità della persona, che in carcere viene annullata, con l’aiuto della fotografia attraverso la “costruzione “di una nuova immagine del detenuto. Uno strumento non giudicante e apparentemente neutro come la fotografia può aiutarci in un contesto difficile come quello carcerario. L’identità personale è tutto ciò che siamo: le nostre caratteristiche fisiche, psicologiche, culturali a partire dal nome e dalla data di nascita, se viene meno l’individuo non è più in grado di “funzionare adeguatamente”, perde il senso del rapporto con la realtà. In carcere il numero dei suicidi nel 2015 è stato di 43 persone ed ecco perché io ne vorrei fotografare altrettante . Al contrario un senso d’identità stabile, non importa se negativa o positiva, è la condizione essenziale per sentirsi vivi: per questo motivo dobbiamo avere continuamente l’idea di essere qualcuno e il ritratto fotografico ci può aiutare molto perché ci mette di fronte all’immagine di noi stessi, fa incontrare il dentro e il fuori di una persona. Volendo provare a ricostruire l’identità del detenuto, l’idea è quella di ritrarlo in più scatti e poi, con il suo aiuto, ricomporre l’immagine quasi fosse un puzzle.

 

 

 

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ASCOM sostiene le attività dei laboratori di Artiviamoci fornendo visibilità alle opere, favorendo punti di esposizione, proposte di collocazione, vendita e committenze.

La Fondazione SociAL ha appoggiato e finanziato i laboratori d’arte nel carcere per due anni (bando 2014). Il progetto si è sviluppato sul tema “Povero nemico”, realizzato anche nel laboratorio esterno Il contributo di SociAL è stato fondamentale per ampliare e far decollare le attività in più direzioni.

                

La Compagnia a di San Paolo sostiene il progetto Artiviamoci nell’ambito del Bando Progetto Libero 2016.

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